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Author: Ichfrau

Internationale Tage im Mai…

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Sie sind gesammelt vorzufinden im Mai: die Internationalen Tage rund um die Pflege der Mitmenschen – heute besser bekannt und umschrieben als „Care“, die personenbezogene Sorge um Menschen. Eine Arbeit, die zumeist von Frauen ausgeführt, schlecht, wenn überhaupt bezahlt, und wenig anerkannt wird. Warum sie also nicht mal in einem einzigen Beitrag zusammenfassen? Wir machen das und noch mehr: Der Monat Mai wird den Schwerpunkt rund um Mutterschaft und Care haben.

Grüne Power für Mütter

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Im Monat Mai gehört es sich auch bei der Rubrik #TanteRosa einen Beitrag den Müttern zu widmen. Dabei haben wir anlässlich des Muttertages vom Blog der Südtiroler Kräuterfrauen @kräuterkraft ein Geschenk bekommen: Wir dürfen seinen Beitrag „Grüne Power für Mütter“ wiederverwenden, natürlich auch mit Einverständnis von Autorin und Hebamme Julia Cappelletto. Also, vielen Dank dafür!

Hebammentipps zu Kräutern für die Schwangerschaft

Die Schwangerschaft macht mit vielen Frauen (und Männern) was ganz Tolles: Sie schafft ein Bewusstsein für eine gesunde Lebensweise. Dazu gehört auch der Konsum von Medikamenten. Zu Recht, denn manche Medikamente sind in der Schwangerschaft nicht empfohlen, dafür liefert uns Mutter Natur so Einiges aus ihrer Pflanzenapotheke. Als Hebamme freue ich mich immer, wenn sich Frauen bei mir Tipps dazu holen.

 

 

Ich selbst habe in der Praxis – und als Schwangere – Erfahrung mit Kräuterheilkunde sammeln dürfen und manchmal ist es erstaunlich, wie verlässlich die Wirkung einsetzt, ja sogar effektiver ist als herkömmliche Medikamente.

Hier stelle ich euch meine Top 4 der Schwangerschafts-Helferlein vor. Sie sind nach dem Schwangerschaftsverlauf geordnet.

 

Citazione del lunedí

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Tutti gli inizi (di settimana) sono difficili ;-). Vogliamo renderveli un po’ più spensierati, con qualche buona citazione o battuta di spirito a volte profonde e a volte meno. Iodonna vi augura un buon inizio della settimana.

Oggi con una citazione della comica americana Heidi Joyce, in occasione dell‘ Equal Pay Day che é stato celebrato in Alto Adige la settimana scorsa.

Ecco la nostra collezione di citazioni.

 

(Autrice: Judith Mittelberger)

Damit keine #träumeplatzen!

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Hunderte Seifenblasen steigen am Montagmorgen in Bozen vor dem Landhaus 1 in die Luft. Soeben wurde das Thema des diesjährigen Equal Pay Days genannt: Damit keine #träumeplatzen – #isogninonsiinfrangono. Die Seifenblasen, die schillernd in die Luft steigen und doch so leicht zerplatzen, sind Sinnbild für die Träume, die weiterhin platzen werden, wenn Frauen und Männer nicht endlich gleich bezahlt werden.

In Südtirol findet der Equal Pay Day heuer schon zum neunten Mal statt. Die Zahlen haben sich seitdem nicht wirklich verändert: In Südtirol verdienen Frauen 2019 immer noch 17,2 Prozent weniger als Männer mit derselben Qualifikation und Berufserfahrung.

Aber es gibt auch eine gute Nachricht: In den vergangenen neun Jahren haben sich immer mehr Organisationen an der Aktion des Landesbeirats für Chancengleichheit beteiligt und so sind es heute über 60 Institutionen, die in öffentlichen Einrichtungen, auf den Straßen und Plätzen Südtirols vertreten sind und Passant*innen über dieses Thema informieren.

Gut ist auch, dass in den vergangenen neun Jahren die Aufmerksamkeit für das Thema durchaus gestiegen ist. 2010 war der Gehaltsunterschied zwischen Männern und Frauen noch nicht statistisch erfasst. Das bedeutet, das Wissen darüber, ob es überhaupt eine Lohnschere in Südtirol gibt, war nicht vorhanden. Inzwischen konnten Zahlen gesammelt werden und viele Menschen sind sich des Problems bewusst.

Mit dem aus Köln übernommenem Motto “damit keine #Träumeplatzen“ werden Frauen und Männer dazu aufgerufen, über ihre eigenen Träume nachzudenken und diese mit einem Foto mit einer Seifen- oder Kaugummiblase auf den sozialen Medien zu veröffentlichen.

Als Informationsmaterial werden heute an den Ständen im ganzen Land u.a. Postkarten mit fünf verschiedenen Motiven verteilt. Sie zeigen fünf Träume aus verschiedenen Lebensbereichen und beschreiben beispielhaft die Auswirkungen, die die Lohnschere tatsächlich auf unser Leben haben kann:

“Sono radicale da quando avevo sette anni”

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Donatella Trevisan ci racconta delle sue sfide come madre single che lavora full-time, del suo impegno politico, perché ha sempre votato radicale e cosa vuol dire per lei essere una femminista “di vecchia scuola”.

Hai fatto un percorso di studi universitari molto particolare: neurobiologia a Tubinga in Germania. Cosa ci puoi raccontare a riguardo?

Dopo essermi iscritta subito dopo la maturità a filosofia a Pisa ed esserne rimasta delusa, optai per Trieste, per diventare traduttrice e interprete simultanea. Oltre al tedesco e all’inglese, scelsi anche il russo. Poi mi ritrovai a lavorare all’Accademia Europea di Bolzano come ricercatrice nel campo della linguistica applicata. Li fu organizzato un convegno di tre giorni su cervello e lingua, con i più importanti esperti mondiali del settore. Fu un colpo di fulmine. Iniziai ad approfondire la materia per conto mio, e dopo meno di un anno vinsi una borsa di studio al Graduiertenkolleg Neurobiologie di Tubinga per un dottorato di ricerca sui meccanismi cerebrali del linguaggio in soggetti bilingui.

Durante il tuo dottorato é nato tuo figlio. Cosa è cambiato con la sua nascita? Hai allevato tuo figlio da sola. Come hai fatto fronte a questa grande sfida?

Mio figlio Davide è nato nella fase conclusiva del mio dottorato. Finii di scrivere la tesi che ero al nono mese di gravidanza. Quando feci l’esame di Stato, il Rigorosum, Davide aveva quattro mesi. Avevo già iniziato l’anno prima a lavorare al Comune di Bolzano per coprire finanziariamente quella che allora pensavo essere solo una breve parentesi tra il dottorato e il post-dottorato. In realtà con la nascita di Davide cambiò tutto. Ero una madre forzatamente single, con scarsi mezzi economici e senza parenti o amicizie strette che non lavorassero a tempo pieno, nessuno poteva quindi essermi d’aiuto: pensare di affrontare un post-doc in quelle condizioni era fuori discussione.

A chi parla a vanvera di conciliazione famiglia-lavoro vorrei far vivere anche solo per qualche mese la vita che da lì in poi fu la mia per parecchi anni: Svolgevo una mansione impiegatizia a tempo pieno. Dormivo sì e no tre ore per notte. Portavo Davide, che aveva cinque mesi, all’unico asilo nido della città che facesse il tempo pieno, ma che essendo in tutt’altra zona rispetto a quella dove abitavo mi costringeva ad utilizzare la macchina. Prendevo una media di due multe a settimana per divieto di sosta. Un neonato non è che entri e lo depositi, oppure entri e te lo riprendi. Lo devi svestire, se c’è da cambiarlo lo cambi, aspetti che la maestra sia libera per poterlo prendere in consegna, le dici se ha dormito oppure no, se ha già bevuto il latte, quando lo vai a prendere lo devi rivestire, ti intrattieni un po’ per sentire come è andata la giornata, cose così, normali. Ma i vigili non è che ti facciano sconti. Non è previsto che tu possa sostare in una zona che non è la tua, e quindi ti fanno la multa. Al lavoro rendi meno, sei stanca, ma nessuno sembra capire la tua situazione, sono fatti tuoi, privati, mica te l’ha ordinato il dottore di fare un figlio se poi non ce la fai a gestirlo. A pausa pranzo fai la spesa, passi in banca, fai la coda in posta, sbrighi gli obblighi burocratici. Appena finito di lavorare ti precipiti di nuovo al nido, torni a casa, ti fai 4 piani a piedi con la carrozzina, la spesa e il neonato. I vicini ti battono di continuo contro il muro e imprecano perché il bambino piange, oppure semplicemente cammina o gioca (le pareti sono come di cartone, si sente tutto). A volte chiamano addirittura la polizia per “rumori molesti”. Passi la serata ad accudire il piccolo, a far lavatrici, a stirare, a sistemare un po’ la casa. Sei stanchissima. Lui non dorme. Stai ore a cullarlo. Non dorme comunque. Sei disperata. Stai facendo anche qualche lavoretto extra perché hai in corso il mutuo per la casa. Lo fai di notte. Il giorno dopo sei di nuovo in piedi alle 6 e riinizia tutto da capo. Chi ha figli sa benissimo di cosa parlo. Chi non ne ha, non ne ha idea. Non parliamo poi della fatica anche psicologica di farsi carico da sola di tutte le responsabilità e le scelte. È un miracolo se Davide ed io siamo riusciti a sopravvivere a quegli anni.

Donatella Trevisan con suo figlio.
Secondo te quale supporto istituzionale è necessario per le madri che allevano i figli da sole oggi?

Zitat zum Montag

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Aller (Wochen-)Anfang ist schwer ;). Mit einem guten Spruch oder Zitat wollen wir euch das erleichtern. ichfrau wünscht einen guten Start in die Woche!

An diesem Freitag wird in Südtirol der Equal Pay Day begangen – der Tag, der auf die ungleiche Bezahlung zwischen den Geschlechtern aufmerksam macht. Aus diesem Anlass haben wir dieses Zitat der amerikanischen Schauspielerin Celeste Holm (1917-2012) ausgewählt, die heute ihren 102. Geburtstag feiern würde.

Hier geht’s zu unserer Zitat-Sammlung.

 

Judith Mittelberger

Equal pay day- Che cos’è e perché è importante

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L’Equal Pay Day è una iniziativa  di sensibilizzazione che ricorda la disparità salariale tra uomini e donne in Europa e nel mondo.

Scopriamolo insieme, alla ricerca di notizie, curiosità ed esempi positivi.

 

La disparità  di stipendio tra uomini e donne è stata indicata dall’Onu come il più grande furto della storia…

Quest’anno l’Equal Pay Day, in italiano giornata per la parità retributiva e di genere, si celebra il 3 maggio e ricorda il giorno a partire dal quale le donne cominciano a lavorare gratis per proseguire fino alla fine dell’anno. Secondo alcuni calcoli della Commissione Europea  una donna lavora quasi due mesi gratis, quindi come se venissero pagate solo per dieci mesi l’anno rispetto ai loro colleghi uomini.

La disparità  di stipendio tra uomini e donne è stata indicata dall’Onu come il più grande furto della storia, sì perché non solo culturalmente inaccettabile, ma insostenibile economicamente.

L’Italia è il paese con l’indicatore peggiore tra i paesi europei: 1 donna su 4 è sottoccupata, 1 su 10 a rischio povertà

Secondo il rapporto Oxam, onlus che si impegna a ridurre le povertà nel mondo, le donne nei 28 paesi europei sono pagate meno degli uomini e sono più esposte a lavori precari che molto spesso non tengono conto delle capacità reali o non corrispondono alle reali qualifiche di studio. L’Italia è il paese con l’indicatore peggiore tra i paesi europei: 1 donna su 4 è sottoccupata, 1 su 10 a rischio povertà.

Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne Oxam Italia, dichiara che la disparità di genere e retributiva dipende da molti fattori come la precarietà del lavoro ed alcune difficoltà anche di tipo culturale di gestire parallelamente famiglia e lavoro. Su 112 paesi analizzati dal Forum Mondiale dell’Economia l’Italia occupa il 118° posto nel gender gap/disparità di genere. In Italia 3 donne su 4 è obbligata a scegliere una occupazione a tempo parziale per motivi legati alla famiglie e all’educazione dei figli, mentre 4 lavoratori su 5 impiegati part time sono donne. Le famiglie monoparentali, le donne migranti sono a forte rischio di precarietà lavorativa.

Paesi virtuosi: il caso dell’Islanda

Equal Pay Day in Südtirol

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Der Internationale Aktionstag macht auf Lohnunterschiede zwischen den Geschlechtern aufmerksam. Wir haben Margareth Fink, die Koordinatorin des Equal Pay Day gefragt, wie die Situation in Südtirol aussieht, was sie sich von dieser Aktion erhofft und unter welchem Thema der diesjährige Aktionstag steht.

Dieses Jahr ist der Equal Pay Day (EPD) am 3. Mai. Voriges Jahr war er am 20. April. Heißt das, dass die Situation sich verschlechtert hat? Bzw. hat sich etwas in den letzten Jahren auch verbessert?

Das ASTAT erhebt die Daten zum Lohnunterschied zwischen Männern und Frauen seit 2011. In diesen Jahren hat sich der Gender Pay Gap (bezogen auf die Einkommen in der Privatwirtschaft) leider nicht verbessert. Er beträgt 2017 immer noch 17,2 %. (vgl. ASTAT Info 04/2019). Das Datum des EPD symbolisiert den Tag, an dem Frauen gleich viel verdient haben wie Männer bis zum 31. Dezember des Vorjahres.

Der Tag wird in Südtirol nicht nach der mathematischen Berechnung des Lohnunterschiedes gewählt. Der Equal Pay Day ist ein wichtiger Tag für das Vernetzen, für ein gemeinsames starkes Auftreten für die Anliegen der Frauen. Demzufolge wird der Tag in Südtirol nach diesen Gesichtspunkten festgelegt.

Die Aktion gibt es jetzt schon seit Jahren, v.a. auch in Südtirol, bereits seit 2010. Wie viele Organisationen machen dieses Jahr mit?

Seit 2010 haben sich immer mehr Organisationen als Unterstützer beteiligt. Heuer wird der Tag von über 60 Organisationen mitgetragen.

Können Sie noch einmal kurz sagen, was heuer der Schwerpunkt ist und was frau sich davon erhofft?

Raus aus der rosa-blau-Falle

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Glitzernde Einhörner für Mädchen und starke Seeräuber für Jungen? Ist das noch aktuell? Wie steht es um Geschlechterklischees in heutigen Kinderbüchern?

Könnt ihr euch an euer liebstes Kinderbuch erinnern? War es der Räuber Hotzenplotz, die kleine Hexe oder vielleicht ein Märchen von den Brüdern Grimm? Vielen von uns tauchen bei diesem Gedanken wahrscheinlich noch ganze Bilderbuch-Seiten vor dem inneren Auge auf. Vielleicht haben die einen oder anderen von euch jeden Abend dieselbe Geschichte durchgeblättert, gelesen, sich vorlesen lassen oder – wie im Fall meiner Schwester – den Eltern auswendig Wort für Wort erzählen können.

Geschichten spielen eine große Rolle im Leben von Kindern – sie können die Realität darstellen oder andererseits auch Handlungsspielräume, Vorbilder und neue Welten eröffnen. Deshalb haben wir uns die Frage gestellt: Wie sieht es eigentlich mit Geschlechterrollen in Kinderbüchern aus?

 

Her mit dem Prinzen!

„Wer den Drachen in unserem Land besiegt, darf die Prinzessin heiraten!“ ließ der König eines Tages verkünden. „Aber Papa!“, sagte die Prinzessin beim Frühstück. „Bei uns gibt es überhaupt keine Drachen.“ „Ach was“, brummte der König. „Irgendein Drache wird sich schon finden lassen. Die Geschichte mit dem Drachen hat noch in jedem Märchen funktioniert.“

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