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Frauenmuseum | Museo delle donne

„Mi piace usare la voce per veicolare contenuti…“

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Nel podcast „wenden … svoltare“ la giornalista meranese Anita Rossi parla con personaggi che in qualche modo hanno voltato pagina cambiando radicalmente la loro vita con progetti o idee, poi realizzate, oppure con persone che si battono per cambiare il mondo che le circonda. Ci narra la sua svolta personale come podcaster #Bloggerin.

Ti reputi un’amica del Museo delle Donne di Merano ormai da molti anni. Raccontaci come ti sei avvicinata a questa realtà.
Ho seguito le vicende del Museo dai suoi albori, dalla sua nascita sotto i Portici, e l’ho fatto in varie vesti giornalistiche e per varie testate. Poi ho moderato qualche dibattito pubblico per il Museo, il progetto a me più caro: il primo Congresso Internazionale dei Musei delle Donne tenutosi a Merano nel 2008, con la coraggiosissima attivista iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace, come madrina. È stata un’occasione rara e bella per fare rete, per confrontarsi, per il Museo è stata sicuramente la svolta internazionale.

Cosa ti rende femminista?
L’essere donna e quindi viverle sul proprio corpo alcune esperienze – fin da bambina, e poi il mio senso di giustizia (ferito) che mi fa scattare la molla attivista.

Anita Rossi, Foto: Manuela Tessaro

Hai scelto il giornalismo come professione. Ma cosa significa per te?
Il giornalismo è più di un mestiere. Ha perso la patina (per fortuna!), ma, ahimè, ha perso anche la sua forza e spesso funzione regolativa nel sistema democratico. Un po’ per via dell’”infobesity”, un po’ perché il tempo stringe (moltissimo nelle redazioni), un po’ perché tutte si reputano un po’ giornaliste nella comunicazione dentro ai social … con le conseguenze che sappiamo. Io odio le semplificazioni come i discorsi in bianco e nero. Fare la giornalista però spesso porta a camminare sul filo del rasoio. Per questo ho scelto di uscire dal mondo delle news (del giorno o, peggio, del momento) per approfondire.

Anita Rossi

Dove trovi nuove energie nel tuo tempo libero?
Nei viaggi, nei libri (che comunque sono viaggi del pensiero) e nella natura. Amo il giardinaggio, tutto quello che c’entra con l’orto biologico, le erbe e piante medicinali, la permacultura e la vita in campagna. E poi c’è la montagna – camminare negli spazi aperti immersi nel verde, salire dove lo sguardo e l’orizzonte portano a relativare la nostra frenesia, mi aiuta. Farlo in compagnia di persone care ancora di più.

Tu dici e scrivi di credere nel potere delle parole. Anche per questo hai un tuo podcast. Quali sono gli argomenti principali discussi?
Prima di tutto con questo strumento torno alle origini, che nella mia esperienza di giornalismo, dopo un breve intermezzo per il settimanale” ff” e la rivista “Skolast”, è la radio. Mi piace usare la voce per veicolare contenuti, e quest’idea del podcast mi frullava in testa da mo, perché permette un dialogo meno effimero che nella radio. Poi, durante il primo lockdown, ho preso al balzo “il tempo bizzarro regalato dalla situazione di stallo totale” e sono partita. L’ho fatto per canalizzare meglio le mie energie, competenze e i miei sogni, e un po’ perché percepivo un’aria di cambiamento. Nel frattempo, il podcast è cresciuto, sono 29 le puntate online, e dopo una breve pausa estiva, riparto a settembre con una nuova staffetta. Comunque, il podcast porta nel sottotitolo una parolona ingombrante: A podcast for changemakers; si riferisce a una community globale che vede la necessità di trasformazione, correzione di rotta, per via dei pericoli imminenti climatici che causiamo con il nostro stile di vita, ma anche per via delle ingiustizie sociali. Fra le quali c’è senza dubbio anche la questione di genere, con molti conflitti irrisolti e disuguaglianze da sconfiggere. A proposito, segnatevi assolutamente la data 25 settembre 2021: a Bolzano ci sarà la “Marcia delle Donne” con alcune sorprese in merito.
Gli argomenti del podcast, quindi, variano a seconda delle persone con cui mi confronto, ma si parla sempre di rivoluzioni, nel settore dell’agricoltura, dell’autoproduzione, dell’economia sostenibile come in quello della formazione o della giustizia o dei mass media, tema a me caro. Rivoluzioni piccole o grandi, a seconda. Un episodio ogni due settimane.

Dove possiamo trovare gli episodi del tuo podcast “wenden … svoltare”?
Su tutte le maggiori piattaforme dedicate all’audio e quindi ai podcast, principalmente su anchor, spotify, podbay, franz on air e dal mio sito, dove curo anche un mio spazio con riflessioni su quello che (non) mi va giù o che mi occupa la mente.

Qui i link delle piattaforme:
https://anchor.fm/anita-rossi
https://open.spotify.com/show/5l9BW0QDqfSICWUdKaeKEY
https://www.spreaker.com/show/wenden-svoltare-by-anita-rossi
Sito personale: www.anitarossi.eu

Anita Rossi, Foto: Manuela Tessaro

La giornalista freelance Anita Rossi oggi vive a Bressanone. Da nomade digitale lavora dove capita, ma soprattutto per l’emittente pubblica di RAI Südtirol (radio e TV) e per vari progetti editoriali.

 

Intervista: Sissi Prader & Nicole Bergamo

 

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