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Author: Ichfrau

Ritrovare tracce sfumate nel tempo

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Settimana scorsa abbiamo pubblicato un’intervista ad Agitu Idea Gudeta (LINK) da parte dalle innovatrici sociali, che abbiamo conosciute dopo aver pubblicato un’articolo sulle donne dell’Alta Formazione “Manager dell’innovazione sociale” di Bolzano.

Questa settimana invece ci riferiamo ad un’altra occasione, che fa parte del obiettivo delle innovatrici sociali di fare conoscenza e visitare diversi progetti ed iniziative da e per donne: la loro visita al Museo Delle Donne.

Le innovatrici sociali con le loro bambine ed Astrid del Museo delle Donne

Dopo la visita ci hanno mandato un feedback sul museo per pubblicarlo qui sul blog. Eccolo:

Caro Museo Delle Donne,

sono Rebekka e volevo comunicare in nome di TUTTE che é stata per noi una splendida esperienza, come gruppo di lavoro al femminile, aver conosciuto molti fatti interessanti sulla storia di questo Museo e sulla DONNA in questi ultimi 100 anni.

Grazie ai vostri racconti, avete permesso a noi di guardare dietro le apparenze della moda e delle false convinzioni.

Vestiti e oggetti nella vitrina sull’Ottocento nel Museo Delle Donne di Merano (Foto: Innovatrici sociali)

Le vetrine e i loro sublimi messaggi ci hanno fatto riflettere sul mutamento del ruolo della donna, messo a stretta correlazione con le necessitá di CONTROLLO di regimi di una certa epoca e il timore, il timore di abbandono da parte di donne prese in possesso.

Denuncia e cultura contro razzismo

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Le abbiamo già conosciute – le donne dell’Alta Formazione “Manager dell’innovazione sociale” di Bolzano – e promesso di seguirle nel loro sviluppo… In ottobre un gruppo di queste nuove innovratrici sociali sono viaggiate in Trentino per visitare Agitu Idea Gudeta – pastora di capre, contadina e imprenditrice – che era nei mass media perché vittima di un attacco razzista. Un atto di solidarietà, ma anche di sensibilizzazione.

Le nuove manager di innovazione sociale (da si a de): Rebekka, Angela, Minna, Marlyn e Khadija, in mezzo Agitu

Noi pubblichiamo l’intervista fatta da loro ad Agitu – una donna arrivata dall’Etiopia nella Valle dei Mòcheni per la sua passione di vivere in armonia con la natura e per realizzare un suo progetto di un’agricoltura sostenibile. Parlerà della sua storia di vita, il suo lavoro, le sue capre, ma anche su razzismo e la vita in Trentino adesso la pubblichiamo qui sul blog. Ecco le domande e risposte:

Qual’ è la tua filosofia di vita?

La mia filosofia di vita si basa innanzitutto sul rispetto per le cose che ci circondano, per le persone, per la natura, per il lavoro che facciamo. Tutto ciò deve avere un senso finale, deve ripetersi sulle persone del territorio, perché con le nostre azioni riusciamo a contaminare tanti.

L’arte del racconto

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La nostra donna del mese dicembre: Romina Casagrande

„Creare le mie storie è stata un’esperienza che ha cambiato la mia vita.” Romina Casagrande è scrittrice di numerosi romanzi. Le abbiamo chiesto com’è diventata una scrittrice, che cosa è bello e qual è il momento più difficile.

Da dove veniva il tuo amore per la scrittura?

Il mio amore per la scrittura nasce dalla passione che ho sempre avuto per i libri. Creare le mie storie è stata un’esperienza che ha cambiato la mia vita.

 

Le ragazze con le calze grigie, Romina Casagrande, 2018
Nel 2018 hai pubblicato il tuo romanzo „Le ragazze con le calze grigie“ . Lo hai già presentato al Museo delle Donne. Il libro racconta della vita dell’artista Viennese Egon Schiele dal punto di vista delle donne nella sua vita. Come mai hai scelto questo tema?

Qualche anno fa, alla Galleria Belvedere di Vienna, rimasi letteralmente folgorata dal suo ultimo quadro „La famiglia“. Schiele lo dipinge qualche giorno prima di morire, quando la febbre spagnola ha già condannato la sua giovane vita. Ha solo ventotto anni e ha appena raggiunto il successo dopo anni di sacrifici e ristrettezze. Nella stanza accanto la moglie Edith, incinta di sei mesi del loro primo figlio, agonizza, colpita dalla stessa febbre.

La signora del sorbo degli uccellatori

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La donna del mese di novembre: Alexia Zöggeler

Quando parla delle sue “erbette” si avverte la passione combinata a un sapere profondo. Alexia Zöggeler, che è di Verano, prepara torte colorate a base di erbe aromatiche, cucina con “erbacce” e con le sue miscele di fumi aromatici fa entrare il bosco nelle case. Da un mese la si può trovare nel suo negozio ‘Arteemis’ a Lana. Di come sia passata da contabile a esperta di erbe – e del perché venga chiamata la “signora del sorbo degli uccellatori” 😉 – ce lo racconta in questa intervista.

Come mai ti sei appassionata al mondo delle erbe officinali e aromatiche?

Le erbe non mi hanno mai abbandonato fin dai tempi in cui ero bambina. E pensare che all’inizio estirpavo la podagraria, l’erbaccia, dal giardino dei miei genitori. Nessuno mi aveva detto che la si può mangiare e che è pure molto buona! (ride)

E poi, se non sbaglio, hai iniziato a divulgare le tue conoscenze?

Negli ultimi anni ho frequentato diversi corsi di formazione che sono stati l’occasione per approfondire sempre più le mie conoscenze. Così ho capito chiaramente che questo mio interesse avrebbe dovuto diventare qualcosa di più di un hobby. Ho iniziato poi a tenere delle conferenze sulle erbe e sulla fumigazione. Nel 2016 è stato pubblicato il mio libro e ora gestisco anche un blogg per condividere le mie ricette.

Alexia Zöggeler con il suo libro “Die gute Landkräuterküche”, pubblicato nel 2016.
Poche settimane fa hai avuto il coraggio di fare un altro passo e hai aperto il tuo negozio ‘Arteemis’ a Lana. È un sogno che si avvera?

“Rispetto e dignità fra uomo e donna”

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IoDonna ha posto tre domande ai candidati e alle candidate delle elezioni provinciali 2018 in merito alla loro posizione su femminismo, gender e politica. Oggi Dario Boninsegna risponde alle nostre domande:

Che cosa pensa del femminismo e che definizione ne dà?

Il femminismo, secondo me, è un movimento nato a suo tempo per raggiungere parità di accettazione, riconoscimento, rispetto e dignità fra uomo e donna. Si tratta di un movimento che merita considerazione purché non si vada incontro ad esagerazioni che possono ottenere effetto opposto nella società.

Che cosa ha a che fare il “gender” con la politica?

Il gender assume importanza nella dialettica politica in quanto si inserisce nella difesa dei diritti civili quali quelli LGBT e del femminismo.

Nel caso venisse eletto/a che cosa attuerebbe concretamente in materia di “gender”?

Un impegno a tutela dei diritti sociali e civili di ogni persona senza alcuna discriminazione che possa fare riferimento alla sua sfera sessuale.

Dario (Pippo) Boninsegna, Vereinte Linke-Sinistra Unita

“Sostenere il valore della pluralità delle differenze”

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IoDonna ha posto tre domande ai candidati e alle candidate delle elezioni provinciali 2018 in merito alla loro posizione su femminismo, gender e politica. Oggi risponde Loredana Motta alle nostre domande:

Che cosa pensa del femminismo e che definizione ne dà?

Il femminismo è un particolare modo di pensare ai rapporti di genere che mette in evidenza e critica la condizione di oppressione delle donne nel passato ma, in parte e a volte in modi diversi e più subdoli, anche nella società di oggi. Nella sua parte propositiva il femminismo propone nuove relazioni paritarie fra donne e uomini e rivendica i diritti civili, economici e politici delle donne.

Che cosa ha a che fare il “gender” con la politica?

Riguardo al gender, ovvero l’identità di genere che viene stabilita dalla soggettiva percezione che ognuno di noi ha di se stesso, la politica ha molto a che fare. Esiste una pluralità di modi di essere maschi e femmine e uno stato democratico deve contrastare gli stereotipi di genere e sostenere il valore della pluralità delle differenze.

Va contrastata la disparità di genere attraverso azioni positive volte alla rimozione degli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità fra donne e uomini nella formazione, nell’accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa.

“L’omofobia deve diventare un argomento scolastico”

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IoDonna ha posto tre domande ai candidati e alle candidate delle elezioni provinciali 2018 in merito alla loro posizione su femminismo, gender e politica. Oggi Cecilia Bosone risponde alle nostre domande:

Che ne pensa del femminismo e che definizione ne dà?

Femminismo è permettere alle donne di affermarsi nei diversi ambiti sociali. La nostra è ancora una società maschilista, lo testimoniano i fatti di cronaca, le differenze salariali tra uomini e donne, il carico di lavoro domestico che continua a gravare sulla componente femminile delle famiglie. Occorrono leggi e un cambiamento più radicale di mentalità.

Che cosa ha che fare il gender con la politica?

La politica ha come fine il bene della collettività ovvero i suoi diritti e doveri e in primis deve garantire a tutti la libertà e l’uguaglianza; se poi la libertà di ciascuno finisce dove comincia quella di un altro, deduco che scegliere la propria identità di genere non danneggi proprio nessuno. E’ piuttosto vero invece che chi nega i diritti altrui voglia creare discriminazioni.

“…politici attenti ai movimenti di gender e LGBT”

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IoDonna ha posto tre domande ai candidati e alle candidate delle elezioni provinciali 2018 in merito alla loro posizione su femminismo, gender e politica. Oggi risponde Gilberto Cavallini alle nostre domande:

Che cosa pensa del femminismo e che definizione ne dà?

Ho sempre considerato il movimento femminista la risposta giusta ad un problema concreto, mai eccessivo se si considera che da sempre le donne hanno conosciuto l’esperienza di non poter far sentire la propria voce e le proprie potenzialità sia nella vita di tutti i giorni, sia nelle istituzioni.

Che cosa ha a che fare il “gender” con la politica?

La politica ha un ruolo importantissimo. Le leggi ottuse del passato vanno riviste totalmente e solo attraverso essa, ma con politici attenti ai movimenti di gender e LGBT, ci si può arrivare.

Nel caso venisse eletto/a che cosa attuerebbe concretamente in materia di “gender”?

Può sembrare retorica, ma io sono convinto che solo la cultura (in primo luogo nella scuola), in tutte le sue accezioni, possa garantire il superamento del problema di genere. Insegnamento, cultura fino a quando si capisca quanto sia soddisfacente per se stessi non fare nessuna comparazione di genere.

Gilberto Cavalli, Vereinte Linke Sinistra Unita

“La politica deve essere di tutt*, democratica, rispettosa e solidale”

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IoDonna ha posto tre domande ai candidati e alle candidate delle elezioni provinciali 2018 in merito alla loro posizione su femminismo, gender e politica. Oggi Patrizia Gozzi risponde alle nostre domande:

Che cosa pensa del femminismo e che definizione ne dà?

Al femminismo sono dovuti vari diritti, come il diritto a votare, e quello di decidere noi stesse sul tipo di vita che vogliamo riguardo la formazione e le nostre decisioni. Per me significa usare le nostre capacità femminili senza voler essere migliori degli uomini al modo maschile.

Che cosa ha a che fare il “gender” con la politica?

La politica ancora oggi è molto maschilista, anche se i “veri maschi” sono meno del 50% della popolazione. La politica deve essere di tutt*, democratica, rispettosa e solidale.

Nel caso venisse eletto/a che cosa attuerebbe concretamente in materia di “gender”?

Vorrei farla finita con il tabù sulla tematica, arrivare finalmente a guadagni uguali per lo stesso lavoro e mandare i papà in paternità, inoltre dare sostegno alle persone che per via della loro sessualità sono vittime di ingiustizie, a prescindere dal colore della loro pelle o dalla lingua che parlano.

Patrizia Gozzi, Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda

“Gender non deve fermarsi alla politica”

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IoDonna ha posto tre domande ai candidati e alle candidate delle elezioni provinciali 2018 in merito alla loro posizione su femminismo, gender e politica. Oggi Brigitte Mair risponde alle nostre domande:

Che cosa pensa del femminismo e che definizione ne dà?

Vivere il femminismo significa vivere il matriarcato e restituire quanto violentamente sottratto dal patriarcato.

Che cosa ha a che fare il “gender” con la politica?

Gender non deve fermarsi alla politica ma deve entrare in tutti gli spazzi della vita.. In una società sensibile per questa tematica non si parla più di questo tema. La politica in alto Adige deve ancora promuovere questo pensiero.

Nel caso venisse eletto/a che cosa attuerebbe concretamente in materia di “gender”?

Non mi mi candido per ottenere la pari opportunità, la vivo con la mia figlia, mia mamma le mio scolar* i mei colleghi di lavoro e con le/gli amici.

Brigitte Mair, Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda

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