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L’abuso di Photoshop: il killer dell’autenticità!

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Nell’ epoca dei selfie e di Photoshop la manipolazione digitale e le false rappresentazioni sono oggi divenute la norma.

La frustrazione dei falsi miti della perfezione

Gran parte delle campagne pubblicitarie attraverso un utilizzo sfrenato di software come Photoshop adeguano la donna a canoni di bellezza statici, irraggiungibili, irreali. Una sofisticata forma di manipolazione di massa che continua a portare nel pubblico femminile e in grande aumento anche in quello maschile, un disagio del proprio essere “reale”, del proprio successo posta in stretta correlazione alla propria immagine.  

Mediante l’importanza del Marketing sui social media (canale privilegiato per la comunicazione) veniamo „bombardatidi continuo tutto il giorno, da immagini, le quali, senza neanche farcene accorgere, condizionano il nostro modo di essere e comportarci. Alimentando in questo modo il riproporsi di modelli idealizzati dove non traspare nulla di personale. Evocando concetti di “bellezza”omologata, frequenti nell’ immaginario comune di una società globalizzata come la nostra, dove spesso e volentieri, tutto si riduce a curare solo ciò che appare agli altri, dimenticandosi della propria individualità.

Basti pensare al fenomeno di Instagram, che ha reso dipendenti da filtri carini, programmi di fotoritocco, app di chirurgia plastica che permettono di “rifarsi online”, modellare a piacimento volto e corpo, eliminando ogni tipo di difetto. Non viene accettata più nessuna imperfezione: ciò che ci rende umani, ciò che ci rende vivi e soprattutto più raggiungibili!

Movimenti social che celebrare il reale 

 L’originalità e l’autenticità sono alla base del successo di diversi social influencer. A differenza delle celebrities tradizionali, i nuovi personaggi sono più raggiungibili, si raccontano così come sono nella vita di tutti i giorni. Come diverse protagoniste di Instagram: @bodyposipanda a cui che piace parlare del “positivismo del corpo, del femminismo e di come i cani siano meglio degli umani”. @Nienkke mostra le sue gambe al naturale perché ha la cellulite “come ogni altra donna sul pianeta”. Oppure rappresentazioni grafiche provocatorie come quelle di @recipesforselflove con il seguente slogan: “Be you, not them”. Sempre più movimenti femminili rivendicano il corpo così com’è.  Richiamando al coraggio di essere se stessi e non una copia di qualcun’altra! Di avere un occhio critico e non soffermarsi a credere a quello che vede, a riconoscere le immagini per ciò che sono realmente: fotografie e non copie esatte della realtà.

  

La rivoluzione del mondo delle tendenze

La moda per la prima volta inizia a lanciare un messaggio più profondo: “siamo ormai stufi dei stereotipi”. Campagne pubblicitarie come per esempio, il famoso marchio #mango presenta sul suo sito (campagna Autunno-Inverno 2018/19) delle interessanti novità, come la scelta di modelle “Photoshop free” donne comuni, donne raggiungibili. Iniziative pubblicate anche dalle riviste famose come #Cosmopolitan e #Vanityfar. L’ intento di comunicare in modo più naturale, richiama una maggiore attenzione del pubblico, anticipando una nuova tendenza di mercato internazionale rivolto a ribellarsi contro la dettatura della perfezione estetica. Così anche il gigante dei drugstore americani CVS, ha chiuso con utilizzo smisurato di Photoshop e perfino marchi del calibro di H&M stanno iniziando a limitare l’utilizzo di Photoshop. Un segno di rivoluzione: in cui le donne ritratte sono reali, raggiungibili e invitano a essere semplicemente se stessi.

Autrice dell’articolo: Rebekka Frei

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