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Abolizione della tampon tax. Una questione di civiltà o di buon senso?

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In molti paesi Eu e in generale dell’Occidente moderno i prodotti igienici femminili vengono tassati con un’aliquota più bassa per venire incontro alle donne e al flusso mestruale che avviene in media 450-500 volte nella vita ogni 28 giorni.

Ma qual è la situazione in Italia? Vi raccontiamo l’iniziativa del marchio commerciale Selex per promuovere l’abolizione della tampon tax.

“Stop tampon tax” è la petizione on line comparsa pochi giorni fa in occasione della giornata internazionale delle donne. A lanciarla è il noto marchio Selex che ha realizzato gli Assorbenti Ultra Essenziali racchiusi in confezioni ispirate a beni di prima necessità come pasta, pane, caffè…. Per sostenere la causa la campagna pubblicitaria è stata lanciata su tutti i canali web e social, mentre gli assorbenti a marchio Selex sono stati venduti con un Iva al 22% come se fossero un bene di prima necessità.

Qui il link per guardare il video realizzato da Dlvbbdo.

Firma qui per la petizione Selex

E negli altri paesi? Come vengono tassati gli assorbenti?

In Francia la tampon tax è stata ridotta già nel 2015 dal 20 al 5,5 percento, in Belgio dal 21 al 6% nel 2018, mentre l’Irlanda non ha mai applicato una sovratassa. Anche nel Regno Unito la tampon tax è stata notevolmente ridotta dal 20 al 5 percento.

I Paesi Bassi hanno sempre adottato un’aliquota al 6 percento.

E in Italia? In Italia nonostante diverse proposte di legge, non è cambiato niente.

Gli assorbenti vengono considerati prodotti di lusso come i mobili, i trattamenti di bellezza o gli elettrodomestici.

La discussione sugli assorbenti è sempre stata al centro di polemiche soprattutto se si pensa che vi sono altri oggetti di uso quotidiano ugualmente necessari che vengono tassati allo stesso modo.

Oggi gli assorbenti di qualità costano, e non poco, e quello delle mestruazioni dovrebbe essere un tema ormai al di fuori di ogni trattazione o speculazione ideologica. Le donne hanno il ciclo ogni 28 giorni per circa 500 volte nella loro vita; abbassare il prezzo degli assorbenti è semplicemente una questione di buon senso. Ciò non toglie che vi siano altri prodotti che meritano di essere presi in considerazione all’interno del dibattito politico.

Fortunatamente viviamo nel ricco Occidente; diversa è la situazione in Africa dove gli assorbenti possono costare quanto uno stipendio medio di una persona e le donne che non possono permettersi di acquistarli restano isolate in casa per diversi giorni, senza uscire o peggio senza andare a scuola. Molte giovani donne utilizzano più volte gli stessi assorbenti con il rischio di contrarre infezioni vaginali gravi.

Ancora oggi in alcuni paesi islamici la donna mestruata è considerata impura, in India il menarca è un tabù ed è vietato parlarne pubblicamente.

Intorno agli anni Settanta la femminista americana Gloria Steinem  aveva scritto un saggio dal titolo volutamente provocatorio “If men menstruate” (se gli uomini avessero le mestruazioni) per rimarcare la speculazione o la spettacolarizzazione dell’evento mascolino.

Certo erano anni ribelli e rivoluzionari, ma grazie a quelle intenzioni così provocatorie che le donne di oggi sono riuscite nel corso del tempo a portare sul tavolo della discussione e del confronto temi tabuizzati come quelli legati alla sfera biologica, sessuale e professionale dell’universo femminile.

Qui puoi guardare il video basato sul breve saggio di Gloria Steinem “If men menstraute”

Alcune curiosità sulla storia degli assorbenti…

Nel corso dei secoli le donne hanno utilizzato diversi metodi e oggetti singolari nell’intento  di mascherare il fastidioso flusso di sangue. Le donne egiziane usavano i papiri come carta assorbente, mentre in altre civiltà e culture si usavano fiori di cotone, foglie, carta, muschio e pelli di animali. In Occidente una prima forma di assorbente venne introdotta grazie all’intuizione di alcune infermiere che avevano notato come le bende di cellulosa assorbissero il sangue dei soldati feriti in guerra.

Autrice: Francesca Morrone

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